Silvana Crespi

La custode della Roveja di Civita di Cascia

Silvana Crespi e Adelino de Carolis con la loro esposizione ad UMBRIA BIODIVERSITY 2020

Silvana Crespi è un’agricoltrice capace di coltivare biodiversità e cultura, che ha fatto della propria attività agricola uno strumento di rivitalizzazione del territorio e della sua memoria storica e antropologica. Questa piccola signora di origine romana, dalla vita eclettica, dalla intelligenza fine e brillante, è stata capace di muovere importanti momenti della discussione sul rapporto fra biodiversità e territorio a livello regionale, diventando una guida, un faro, un’amata maestra per tutti. 

Abbiamo incluso la Roveja nel Pacco-Mondo della Biodiversità per farvela scoprire, e come tributo ad un simbolo dell’identità del nostro appennino

La Roveja, detta anche pisello dei campi, o robiglio, è una varietà di pisello. Questo legume, conosciuto fin dal Neolitico, fu importato in Europa dal Medio Oriente. E’ quasi totalmente scomparsa, ora prodotta da rari agricoltore nelle Marche e in Umbria, in particolare nella Valnerina. 

Grazie all'impegno e alla tenacia di Silvana la ROVEJA DI CIVITA DI CASCIA è Presidio Slow Food dal 2006, e dopo 15 anni di ricerca storica, genetica e antropologica è stata riconosciuta dalla Regione Umbria come prodotto tipico, ed è stata iscritta al registro regionale delle risorse autoctone nel 2015.

La ricetta del tabbouleh di Roveja, una fresca alternativa estiva 

In occasione di una iniziativa di SLOW BEANS – COMUNITÀ LEGUMINOSA, il programma di valorizzazione della biodiversità dei legumi di Slow Food, abbiamo realizzato con Silvana il video di una deliziosa ricetta. 

Le parole di Silvana

L’azienda agricola De Carolis Adelino dal  1990 conduce l’attività agricola che precedentemente era del padre Armando, e ancora prima del nonno. L’azienda è a conduzione familiare, Adelino e Silvana e nostro figlio Marco, con Sara e i loro figli Emma (4 anni) ed Edoardo (1 anno). Abitiamo a Civita 1200 m slm, nel comune di Cascia provincia di Perugia, Umbria. La nostra azienda tutela la biodiversità non solo dei prodotti, ma anche dei luoghi , l’attività di allevamento di bovini di razza Chianina,  che per sei mesi l’anno pascolano sugli altipiani, insieme ai cavalli permettono di mantenere puliti  i prati/pascolo. 

Il paese è situato a 1200 metri slm. Contornato da un paesaggio fantastico, aspro e maestoso, scomodo, sassoso, con impervie salite e altipiani a 1600 metri, maestose faggete e antiche querce, vallate piene di storia antica –  il paese di Civita in origine era il Castello di Civita – Civitas / cuore della civiltà – la cui storia si perde nel periodo pre romanico…

La vita si svolge come nel  passato, un po’ più di attrezzi meccanici e la televisione, ma la giornata è condotta ancora  dal sole. Queste situazioni logistiche e climatiche, hanno condizionato le scelte culturali, abbiamo continuato a seminare ciò che si seminava lenticchia, roveja, ceci e cicerchia, farro e zafferano, nei piccoli appezzamenti di proprietà. La resa del prodotto coltivato in montagna è sicuramente inferiore ma la qualità è superiore.

Da sempre residenti in questo piccolo paesino che rimane fuori da tutti i circuiti turistici, per arrivarci bisogna superare la cattolica Cascia e la commerciale Norcia,……oltre bisogna andare oltre…… per trovare la Civita che non ha mai superato i 50/60 abitanti, senza scuole o negozi o attrattive o turismo, ma con tanti giovani che continuano a formare nuove famiglie. Clima dai rigidi e lunghi inverni, primavere tardive e brevi estati. E’ un ambiente difficile ma libero e unico. Una sfida viverci. Ma non siamo soli, non lo siamo mai stati  ci sono Marco e Sara che partecipano con fatica e tanta a  mantenere l’attività delle aziende agricole.

Loro sono il futuro, la passione per la terra c’è, la tutela della biodiversità è in buone mani.

Silvana

La Roveja è patrimonio della biodiversità leguminosa

Per approfondire, guarda il video integrale che abbiamo realizzato con Silvana per Slow Beans, con i contribuit degli studiosi Luciano Giacchè e Fulvio Porena